Lisbona

Quando la sera del quarto giorno di Interrail abbiamo messo piede fuori dalla fermata metropolitana Restauradores, a Lisbona, siamo stati travolti dalla musica proveniente da diversi angoli della città.
Abbiamo gentilmente declinato l’invito di un ragazzo che voleva venderci della droga (pratica molto diffusa, come avremmo scoperto nei due giorni successivi) e ci siamo diretti verso il nostro ostello.

A Lisbona abbiamo trascorso due giorni prima di continuare il nostro Interrail verso Cabo da Roca. Abbiamo trovato la città nel pieno dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio: ricoperta di festoni colorati, con chioschi ad ogni angolo e un onnipresente odore di sardine arrostite nell’aria.

I giorno a Lisbona

Mattina

La mattina del nostro primo giorno a Lisbona ci siamo svegliati sotto un cielo grigio. Nonostante il clima non fosse dei migliori, ci siamo subito diretti verso uno dei maggiori punti panoramici della città: il Miradouro de São Pedro de Alcântara. Poiché il nostro ostello si trovava a metà della ripida Calcada da Glòria, abbiamo raggiunto il belvedere a piedi, evitando decine di turisti ammassati all’interno dell’Ascensor da Glòria, la storica funicolare che collega Praça dos Restauradores con il Jardim de São Pedro de Alcântara.

Dopo aver osservato la città dall’alto, abbiamo fatto una vera e propria passeggiata nella storia dell’architettura religiosa, visitando prima le barocche Igreja de São Roque e Igreja de São Domingos (ad ingresso gratuito) e poi l’irrinunciabile Convento do Carmo. Il convento gotico (il cui biglietto di ingresso ha un costo di 4 euro) mi ha subito ricordato la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, con cui condivide la particolarità di avere il cielo come tetto. La chiesa del complesso infatti fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1755, un tragico evento che ha però reso il convento l’affascinante rovina che è oggi.

Convento do Carmo
Convento do Carmo

Pranzo

All’ora di pranzo ci siamo diretti verso la Marisqueira Uma, in Rua dos Sapateiros 177, per provare l’unico e gustosissimo piatto presente nel menù: arroz de marisco. In tutti i tavoli viene servita una pentola (la cui dimensione, ovviamente, varia a seconda del numero dei commensali) contenente riso e crostacei come gamberoni, astice e scampi.

Attenzione: come nella maggior parte dei ristoranti portoghesi, al vostro arrivo vi verrà servito un piattino contenente formaggio, burro e paté. Questi stuzzichini non sono gratis. Se non volete che vengano aggiunti al vostro conto, chiedete che vengano portati indietro o non mangiateli.

Arroz de marisco - Marisqueira Uma
Arroz de marisco - Marisqueira Uma

Pomeriggio

Dopo pranzo ci siamo diretti verso Belém, il quartiere di Lisbona che dista circa 6 km dal centro della città e che può essere raggiunto da Piazza del Commercio tramite lo storico tram 15. Tutte le guide suggeriscono di non lasciare la città senza aver percorso una tratta con uno dei tram storici, quello che non viene detto è quanto alte siano le probabilità di trovare i pochi posti a sedere occupati. Noi l’abbiamo scoperto a nostre spese, viaggiando in piedi su un mezzo lento, traballante e stracolmo per 30 minuti. Una volta giunti a Belém, però siamo subito stati catturati dalla bellezza dell’attrazione principale dell’intero quartiere: la torre di Belém. La torre, realizzata in stile manuelino, si erge sul Rio Tejo (fiume Tago), è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità UNESCO e, insieme al Padrão dos Descobrimentos (monumento delle scoperte che raffigura Henrique il Navigatore, Vasco da Gama e Ferdinando Magellano), costituisce uno dei maggiori simboli dell’Età delle Scoperte. Tra l’incessante vento e gli schizzi dell’acqua del fiume, abbiamo trascorso un paio d’ore ad ammirare queste due opere grandiose prima di raggiungere un altro dei luoghi da non perdere a Belém, ovvero la Pasticceria “Pastéis de Belém” che dal 1837 produce pasteis de nata secondo la ricetta originale del monastero dos Jerónimos. Ogni pastel ha un costo di 1,10 euro.

Curiosità: Lungo la strada che divide Piazza del Commercio e Belém è possibile scorgere due attrazioni singolari. La prima è il Ponte 25 de Abril, un ponte sospeso che ricorda il Golden Gate di San Francisco e che collega Lisbona con la città di Almada nella quale si trova la seconda attrazione, ovvero il Santuário Nacional de Cristo Rei, una statua ispirata a quella del Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

Torre de Belem Lisbona
Torre de Belem Lisbona

Cena

Infreddoliti dal vento di Belém, siamo tornati in ostello per una doccia rigenerante e abbiamo deciso di cenare con panino e jamon in uno dei cioschetti del Miradouro de São Pedro de Alcântara.

II giorno a Lisbona

Colazione

Come nel caso del Cereal Killer Cafè di Londra, ho scoperto il Pop Cereal Cafè di Lisbona grazie ad Instagram. In entrambi i casi si tratta di due cafè che servono latte con tantissime tipologie di cereali. Il mood è sempre lo stesso: colori, cultura pop, riferimenti agli anni 80 e 90 e pareti ricoperte, appunto, di scatole di cereali di ogni forma e gusto.
La bowl di latte più piccola ha un prezzo base di 3,60 euro.

Mattina

Terminata la colazione, ci siamo diretti verso l’Alfama. “Perdetevi tra le vie”, questo era il consiglio che ho letto ovunque riguardo il quartiere più autentico della capitale portoghese. E perderci tra le sue vie è proprio quello che abbiamo fatto e che consiglio di fare a chiunque visiti la città.
Un sali e scendi tra vie principali e viuzze nascoste, in cima al Miradouro da Senhora do Monte, passeggiando nei pressi del Castelo de São Jorge, fino ad arrivare al Miradouro de Santa Luzia dove abbiamo ascoltato due splendidi musicisti di Fado.

Sarà che siamo stati a Lisbona durante i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, ma la sensazione che abbiamo percepito è stata quella di una città che scoppiava di vita.

Ascensor da Gloria
Miradouro de Santa Luzia

Pranzo

Il nome del ristorantino in cui abbiamo pranzato durante il nostro secondo giorno a Lisbona non lo ricordo.
Solitamente scelgo i posti in cui mangiare con attenzione, per non perdere l’occasione di gustare le specialità del luogo, ma nell’Alfama ci siamo semplicemente lasciati guidare dall’atmosfera di rilassatezza che ci circondava e ci siamo seduti in uno degli innumerevoli ristorantini nei pressi del Museu do Fado. Mentre io ho ordinato del pesce arrostito, Ignazio ha deciso di provare un piatto tipico di un’altra regione del Portogallo (Alentejo) che ha destato la sua curiosità per lo strano accostamento: carne di maiale, vongole e patate in sugo di vino.

Pomeriggio

Dopo pranzo e dopo aver visitato la , ovvero la Cattedrale della città, ci siamo diretti verso Rua Augusta, la via che, attraverso l’omonimo arco, sfocia in Praça do Comércio (Piazza del Commercio), la suggestiva piazza sulla riva del fiume.
Dalla piazza principale abbiamo passeggiato lentamente verso Cais do Sadré, godendoci il pomeriggio assolato.

Senza troppe aspettative abbiamo deciso di provare quella che Lonely Planet ha definito “probabilmente la migliore torta al cioccolato che assaggerete nella vostra vita”, ovvero quella di Landeau chocolate, in Rua das Flores.
Se mangerò una torta altrettanto buona, non lo so, ma posso assicurarvi che quella della cioccolateria Landeau era veramente perfetta. Una fetta torta ha il costo di 3,70 euro, mentre un espresso ha il costo di 1 euro.

Landeau chocolate

Cena

Siamo quei tipici italiani che all’estero vanno esclusivamente alla ricerca della cucina italiana? Assolutamente no.
Siamo quel tipo di italiani che assaggiano la cucina tipica del luogo, ma non disdegnano mai una pizza? Sì. Soprattutto se partiamo dopo mesi a Monaco di Baviera, senza avere quasi più memoria di una tipica pizza italiana.
Quindi abbiamo deciso di cenare da Valdo Gatti, una pizzeria italiana nel cuore di Barrio Alto. Le pizze hanno un costo che va dagli 8,50 euro ai 12,50 euro.

Abbiamo trascorso il dopo cena in via Nova do Carvalho (la celebre Pink Street), prima di raggiungere il Miradouro de Santa Caterina.

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