Torino, il Museo Nazionale del Cinema, la magia e lo stile Liberty

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Nel mio progetto di esplorazione del mondo, una città vale l’altra.
No, le città non sono tutte uguali, semplicemente non dirò mai di non voler partire per una destinazione perché preferisco visitarne prima un’altra.
Questo non significa che non abbia delle preferenze, dei sogni nel cassetto o delle priorità, ma che (come vi raccontavo qui) ci sono così tanti posti da vedere che non importa l’ordine nel quale li si visita, quanto riempire lo zaino e partire.

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Torino non è mai stata in cima alla lista dei miei luoghi del cuore, è una città che non avevo in mente di visitare presto. Ma, nonostante questo, complici il trasferimento di mia sorella e un biglietto low cost, abbiamo deciso di visitarla ad Ottobre.
E di certo non mi pento di averlo fatto, ma sento di non averle dato le giuste attenzioni e di non aver avuto la mente totalmente libera.
Probabilmente, si è trattato della città sbagliata nel momento sbagliato.
E questo non significa che non mi sia piaciuta, anzi: con Torino ho un debito che non vedo l’ora di saldare.

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Come i più banali tra i turisti, ci siamo dedicati alla scoperta dei luoghi simbolo della città.
Primo tra tutti il Museo Nazionale del Cinema.
Tantissimi e variegati sono i musei da visitare a Torino, dalla Galleria d’Arte Moderna al Museo Egizio, passando per il museo della Juventus, per citarne alcuni.
Ma il museo del cinema è davvero una tappa imperdibile per grandi e piccini, per cinefili e non. Situato all’interno della Mole Antonelliana (l’edificio storico simbolo della città), il museo del cinema consente di ripercorrere la storia del cinema, a partire dalle macchine ottiche pre-cinematografiche fino ad arrivare alle pellicole più recenti.
Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì, mentre il costo del biglietto è di 10 euro (intero) e 8 euro (ridotto per universitari fino a 26 anni, over 65 e gruppi di 15 persone).

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Torino è una città che è tante città allo stesso tempo.
È la città delle piazze (Solferino, San Carlo, Castello, Vittorio Veneto…)
è la città dello stile Liberty,
è la città delle passeggiate sui murazzi che incorniciano il fiume Po,
è la città di Villa della Regina, dimora delle sovrane sabaude,
è la città del romanticismo, del parco del Valentino e del lampione degli innamorati.

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E Torino, tra le altre cose, è la città della magia.
Il punto in cui convergono i due triangoli del mondo della magia:
il triangolo della magia bianca, che comprende anche Lione e Praga, e il triangolo della magia nera, che comprende San Francisco e Londra.
La città è infatti disseminata di simboli esoterici e massonici.
Che ci crediate o meno, dedicate parte del vostro tempo ad un itinerario alla ricerca dei luoghi mistici della città.
I principali sono:
– il celebre Portone del Diavolo, legato a misteri ed omicidi, che si dice sia stato posizionato lì da Satana in persona
– la fontana Angelica (a Piazza Solferino) le cui statue raffigurano allegoricamente le quattro stagioni e versano otri colmi d’acqua, simbolo di conoscenza
– la statua posta davanti la Chiesa della Gran Madre: si dice che la statua indichi l’esatta posizione del Sacro Graal
– la fontana di Piazza Statuto (dedicata alle vittime del Frejus) sembra raffigurare invece Lucifero in persona, nell’intento di guidare le forze del male nella sfida contro la luce e, quindi, il bene.

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Sembra quasi magica, ma non lo è: Casa Scaccabarozzi, conosciuta come “Fetta di Polenta”, è una vera chicca che non potete perdere.
Fu il padre della Mole Antonelliana, Alessandro Antonelli, a progettare l’edificio storico che prende il nome dalla moglie Francesca Scaccabarozzi e deve la sua fama alla singolare forma trapezoidale di circa 16 metri su via Giulia di Barolo, 4,35 metri su corso San Maurizio e appena 54 centimetri di parete dalla parte opposta a quella del corso.

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