Due giorni a Bologna: tra tortellini, torri e i sette segreti

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IL SIMBOLO DELLA CITTÀ

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Il simbolo indiscusso della città è la torre degli Asinelli che, insieme alla vicina torre Garisenda, costituisce il cosiddetto complesso delle “due torri”.
La torre è alta circa 97 metri ed è stata costruita dal 1109 al 1119 da Gherardo Asinelli.
Curiosità: Secondo una superstizione, gli studenti che ne salgono i 498 gradini sono destinati a non laurearsi (non sono superstiziosa, ma spero valga solo per gli studenti bolognesi!).

I SETTE SEGRETI

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– La piccola Venezia (via Piella)

La piccola finestra di Via Piella sorge su uno dei canali sotterranei che scorrono sotto Bologna, dando l’impressione a chi vi si affaccia di trovarsi proprio a Venezia.
Come ho scritto su Instagram, questo è il mio segreto preferito, ma purtroppo, durante la mia visita della città, il canale era praticamente asciutto.
Non vedo l’ora di tornare per assistere ad uno scenario ancora più suggestivo.

– Le tre frecce conficcate sul soffitto del portico (strada Maggiore)

Leggenda vuole che tre briganti, intenti ad uccidere un signorotto, siano stati distratti da una donna nuda che si era affacciata alla finestra facendogli sbagliare la mira.

– Fallo del Nettuno (piazza del Nettuno)

Ponendosi in un certo punto delle scale della biblioteca Salaborsa, il pollice di Nettuno potrebbe essere scambiato per un fallo in erezione.
Purtroppo al momento la statua è in restauro ed è quindi impossibile scorgere questo segreto.

– Il vaso rotto in cima alla torre degli Asinelli

Il vaso indicherebbe la capacità della città di saper risolvere i conflitti.
Io non l’ho visto e, a quanto pare, nessuno l’ha mai avvistato.
È mai esistito? Che sia questo il segreto?

– L’iscrizione “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia” (via Indipendenza, 1)

“Il pane è vita, il vino è allegria, la cannabis è protezione” in riferimento alle ricchezze che la città ha ricevuto dalla coltivazione della canapa.

– Voltone del podestà (piazza Maggiore)

Probabilmente è stato realizzato per facilitare la confessione dei lebbrosi senza rischiare il contagio, infatti, se ci si pone in uno dei quattro angoli del voltone, è possibile udire ciò che viene bisbigliato nell’angolo opposto.

– La scritta “Panumresis”

La scritta su una cattedra della sede dell’Alma Mater Studiorum di Bologna (via Zamboni) che indica come la conoscenza sia alla base di ogni decisione.

Bologna dall’alto

– Torre degli Asinelli

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Come dicevo prima, ho sfidato ogni sorta di superstizione (e senso di vertigine), scalando la torre degli asinelli. Consiglio a tutti di farlo per godere di una meravigliosa vista della città a 360 gradi.

– Terrazza della Chiesa di San Petronio

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La terrazza di San Petronio offre la possibilità di ammirare Bologna dall’alto da una prospettiva diversa rispetto a quella che offre la Torre degli Asinelli.
Il biglietto costa 3 euro e le visite sono aperte tutti giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

DOVE MANGIARE

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– Pranzo\cena: Osteria dell’Orsa, convinti dalle bellissime recensioni, io e Ignazio abbiamo pranzato in questa osteria, provando un tagliere di salumi con tigelle e le tagliatelle al ragù, davvero squisite!

– Tortellini: Vuoi andare a Bologna e non mangiare i tortellini? Noi abbiamo provato quelli del pastificio “Pasta fresca Naldi” dove, oltre ai tortellini, si possono scegliere diversi tipi di pasta fresca, come la buonissima gramigna alla salsiccia.

CURIOSITÀ

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Lungo via degli Orefici si trovano le stelle dedicate ad importanti jazzisti, tra cui quella del bolognese Lucio Dalla.

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In Piazza De’ Celestini si trova inoltre l’opera realizzata da Mario Martinelli in ricordo dell’artista.

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