Via delle orecchiette a Bari

La sera del 14 ottobre siamo arrivati all’aeroporto di Brindisi, abbiamo ritirato la macchina a noleggio, raggiunto il trullo che sarebbe stato la nostra casa per una settimana e siamo andati a dormire con il desiderio di visitare subito Bari, il giorno seguente.

Dove parcheggiare a Bari?

Partendo da Locorotondo siamo giunti a Bari impiegando circa un’ora. Una volta arrivati abbiamo usufruito del servizio Park & Ride, lasciando l’auto in Corso Vittorio Veneto e prendendo la navetta (linea A) che in pochi minuti ci ha condotto alle porte di Bari Vecchia.

COSTI:
– 1 euro: biglietto del parcheggio per l’intera giornata + biglietto andata e ritorno per il conducente
– 0,30 centesimi: biglietto andata e ritorno in navetta per un passeggero

INFO:
La linea A effettua 19 fermate intorno a Bari Vecchia ed è operativa dalle 05:30 alle 23:00. La domenica non è in servizio.

Bari vecchia: la focaccia del panificio fiore

Senza neanche consultare l’ora, giunti nella zona antica di Bari, ci siamo catapultati in direzione del Panificio Fiore. Trovare il panificio, una volta imboccata strada Palazzo di città, è stato semplice.

Ad essere sincera non ho idea di quali altri prodotti da forno siano venduti all’interno del Panificio Fiore perché il nostro obiettivo era solo uno: la vera focaccia barese. Abbiamo preso due pezzi di focaccia con pomodorini e olive, pagando 3 euro (“3 euro e 70, vabbè dammi 3 euro”).

Durante il nostro soggiorno in Puglia abbiamo assaggiato pezzi di focaccia in diversi parti della regione, ma nessuna è stata all’altezza di quella del Panificio Fiore: unta, ma non nauseante, morbida e croccante allo stesso tempo.

Nel mio personale modo di vedere le cose, assaggiare un cibo del genere, così emblematico per un territorio, vale il viaggio intero.

Avremmo voluto assaggiare anche la focaccia del panificio Santa Rita, ma abbiamo fatto tardi e al nostro arrivo era tutto finito.

Focaccia del Panificio Fiore a Bari Vecchia

Focaccia con pomodorini e olive del Panificio Fiore

Cosa vedere a Bari Vecchia

Finita la focaccia, abbiamo preferito girovagare per gli stretti vicoli piuttosto che seguire alla lettera l’itinerario che avevo preparato.
Ci siamo persi in un labirinto fatto di strade strette, vicoletti ciechi e porte aperte, tra il chiacchiericcio dei negozianti e delle persone affacciate ai balconi.

Basilica di San Nicola

Gironzolando per le vie di Bari Vecchia, siamo inevitabilmente giunti presso la Basilica di San Nicola, fiore all’occhiello dell’architettura romanico pugliese.
Ho amato il mondo in cui il bianco degli esterni si sposi perfettamente con l’ambiente circostante, ma è stato una volta aver varcato il possente portone che sono veramente stata catturata dall’energia che questo luogo sacro emana.

Essendo palermitana sono sempre stata abituata alla varietà e alla bellezza degli edifici religiosi, soprattutto quando questi sono il risultato del mescolarsi di diversi stili architettonici. Eppure la Basilica di San Nicola è riuscita a lasciarmi a bocca aperta durante la mia intera permanenza al suo interno, complice la storia della vita del Santo a cui è dedicata. Un santo venerato tanto dalla chiesa cattolica quanto da quella ortodossa e da cui ha avuto origine il mito di Babbo Natale.

La sobrietà dell’ambiente esterno si riflette anche all’interno, ad eccezione dell’opulento e sontuoso soffitto.
Dalla chiesa si accede alla cripta sottostante dove sono custodite le reliquie di San Nicola, sottratte alla cattedrale di Myra, in Turchia, da un gruppo di marinai baresi nel 1087.

Scesa nella cripta mi sono seduta su una panchina per osservare l’ambiente circostante: la bara che custodisce le reliquie, donne col capo coperto, le croci in stile greco e i fedeli in preghiera intenti in riti che, prima di allora, mi era capitato di vedere solo all’interno del monastero Stravopoleos di Bucarest.

Siamo abituati alla fusione di stile architettonici, ma non a quella di culti diversi e questa mescolanza è stata ammaliante per me. Come ammaliante è la figura di questo santo a metà tra cristianità e religione ortodossa. Un ponte tra due culture, che è quello che la religione sempre dovrebbe essere.

Statua di San Nicola a Bari
Basilica di San Nicola

Largo Albicocca

Dopo aver fatto il pieno di bellezza all’interno della Basilica di San Nicola, siamo finiti a Largo Albicocca. Ad attenderci c’era una sorta di baracchino con l’olio in padella pronto a bollire. La signora Maria, dietro il bancone, stava preparando il pranzo al marito (cotoletta di pollo e verdure) borbottando frasi in un dialetto talmente stretto da sembrare una lingua impossibile da ricondurre all’italiano.

Dalla signora Maria abbiamo provato le sgagliozze, ovvero fette di polenta fritta. Le sgagliozze sono simili alle panelle, ma solo per la forma. Infatti mentre le panelle sono realizzate con farina di ceci, le scagliozze contengono farina di mais. Abbiamo mangiato sei pezzi di sgagliozze pagando solo un euro.

Sgagliozze fritte a Largo Albicocca a Bari Vecchia

Arco basso aka la via delle orecchiette

Ogni angolo di Bari Vecchia trasuda autenticità. Ogni balcone con i panni stesi, ogni panificio che profuma di buono e ogni altare dedicato alla Madonna. Ma c’è un posto in particolare che ha reso Bari Vecchia celebre in tutto il mondo, un posto tanto autentico quanto turistico: Arcobasso, meglio conosciuto come “la strada delle orecchiette”.

Mentre percorrevamo Arcobasso ci siamo imbattuti nella signora Nunzia, ormai una vera e propria celebrità, e nella signora Angela che stava lavorando la pasta. La signora Angela ci ha mostrato la differenza nella preparazione di orecchiette, orecchioni, cavatelli e una sorta di gnocchetti. Abbiamo ascoltato le sue parole e guardato le sue mani muoversi abilmente per almeno trenta minuti, prima di acquistare dei biscotti fatti a mano e tornare nel nostro trullo di Locorotondo.

Orecchiette fatte a mano a Largo Albicocca, Bari Vecchia
Orecchiette fatte a mano a Largo Albicocca, Bari Vecchia

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